ore 21.00
prezzo biglietto: 13 euro
(bar aperto per aperitivo dalle 20.00)
S’io doglio no è meraviglia
S’io doglio no è meraviglia è una composizione coreografica ispirata al celebre vers rudelliano Lanquan li jorn son lonc en mai, poi parodiato da Giacomo da Lentini nella canzone che dà il titolo alla performance danzante ivi presentata. Secondo l’anonima vida giuntaci, Jaufre Rudel, principe di Blaia, si sarebbe innamorato della contessa di Tripoli, ancor oggi non meglio identificata, sulla base dei racconti a lui trasmessi dai pellegrini, che a Blaia giungevano da Antiochia. Bramoso di incontrare la contessa, Jaufre si fece crociato e, messosi per mare, raggiunse la contea di Tripoli. Quivi giunto, il principe, ammalatosi durante il viaggio, si spense nelle braccia della contessa, esaudendo così il suo più grande desiderio; ed ella, per il forte dolore causatole dalla morte di lui, si fece monaca.
Cinque danzatrici racconteranno con i loro corpi l’emozionante vicenda rudelliana, rappresentando tutte quell’amor de lonh (amore di lontano), che sarà poi narrato anche nel Decameron boccacciano e cantato dal Carducci. Ciascuna delle danzatrici impersonerà il princeps de Blaia in ognuno dei diversi stadi di questo amore, che nasce per audita e si esaurisce in un abbraccio fatale. Attraverso un disegno coreografico particolarmente articolato, i corpi danzanti tesseranno la leggenda che aleggia intorno al trovatore provenzale non didascalicamente, ma soprattutto mediante la naturale espressività suscitata dallo sforzo fisico della danza.